La cultura del vino

E’ uscito pochi giorni fa il libro del bravo giornalista Luciano Pignataro, intitolato 101 VINI DA BERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA SPENDENDO MOLTO POCO, ovvero l’ennesimo libro che propone una selezione di vini dall’ottimo rapporto prezzo/qualità.

Nonostante il mio lavoro di commerciante mi porti a trattare vini che si collocano sul mercato in una fascia di prezzo elevata, mi rendo conto che la maggior parte delle persone non può permettersi con una certa frequenza bottiglie dal prezzo importante, e sono quindi favorevole al fatto che esistano delle guide per i consumatori che vogliono bere dei vini ben fatti, spendendo una cifra congrua.

Al di la del concetto che ruota intorno alla parola Qualità, termine usato e abusato nel mondo del vino,e sul quale mi riprometto di intervenire nei prossimi giorni, mi è venuta in mente un’altra riflessione.

Faccio questo mestiere da 10 anni, ed ho visto uscire tanti libri e divulgazioni di questo tipo, sia relativamente ai vini che ai ristoranti.

Mi piacerebbe che un giorno vedesse la luce una pubblicazione che spiegasse ai più il motivo per il quale, anche una sola volta all’anno, sia bello e giusto concedersi una grande bottiglia di vino, seppure costosa.

Esistono dei vini, che per la qualità che esprimono e per il numero di bottiglie prodotte, non possono costare poco. Sono vini grandissimi, di qualità superlativa, che regalano grandi emozioni. Sono un simbolo della nostra cultura e della nostra civiltà.

Sono convinto che sia giusto che almeno ogni tanto, chi apprezza davvero il vino, si conceda il lusso gastronomico di aprire e godere di uno di questi nettari, ed in Italia ne abbiamo moltissimi.

Capisco che il mio ragionamento possa essere controverso, soprattutto in un periodo come questo, però continuo a vedere tante persone che spendono centinaia di euro al mese in caffè o sigarette, lamentando magari l’eccessivo prezzo di alcuni vini.

Sarebbe però un modo di continuare a coltivare una cultura del gusto che mi sembra stiamo perdendo, e di conoscere e apprezzare meglio l’eccellenza e i prodotti di punta che le nostre terre esprimono, delle quali dobbiamo essere orgogliosi.

In Francia ad esempio, esiste una consuetudine diffusa anche tra le famiglie meno abbienti, che mettono da parte una piccola somma ogni anno per concedersi una cena in uno dei loro numerosi ristoranti stellati (e mediamente in Francia questi locali sono molto più costosi che in Italia) , accompagnata da una grande bottiglia di vino.

Forse dovremmo anche noi diventare un po’ più sciovinisti?