L’IMPORTANZA DELL’ANNATA?

In questi giorni sto ricevendo numerose informazioni da Bordeaux, dove pare che la vendemmia 2010 sarà qualitativamente superiore all’annata 2009, appena celebrata con una vendita dei certificati en primeur che ha visto alcuni vini raggiungere vette di prezzo inimmaginabili sino a poco tempo fa. In Italia la vendemmia 2010 sta volgendo al termine. Per la raccolta dei vitigni a maturazione più tardiva, tra cui il Nebbiolo, sono i giorni della verità, che ci diranno cosà dovremo aspettarci da questo millesimo.

Già da tempo la critica italiana si sta prodigando sull’esporre i propri giudizi sulla qualità della vendemmia, naturalmente evidenziando i chiaroscuri regione per regione. C’è però un fattore da tenere presente, ma che è di fondamentale importanza, ovvero il produttore. Può sembrare banale questa affermazione, ma è invece sostanziale capire che le informazioni che ci pervengono relativamente alla qualità di un’annata vanno sempre prese con le pinze e approfondite.

E’ vero che l’andamento climatico dei mesi che precedono la raccolta determina in buona parte l’esito del raccolto, ma è altrettanto importante scendere nel dettaglio e andare  a vedere il lavoro che il produttore ha svolto in vigna e le scelte che sono state fatte, soprattutto nelle ultime settimane che precedono la vendemmia.Vi faccio un esempio relativo a questa annata 2010, non semplicissima, che vi aiuterà a capire meglio. Prendiamo il caso della Langa, e nello specifico dell’azienda Rivetto.Sono stato pochi giorni fa a visitare i vigneti con Enrico durante la raccolta, ed ho notato che le scelte colturali che ha fatto hanno determinato delle condizioni in campo assolutamente diverse rispetto ad altri suoi colleghi. Ancora oggi, mentre altri vignaioli hanno già terminato il raccolto, Enrico ha ancora alcune uve di vigne di Nebbiolo da Barolo da  portare in cantina. Nonostante  l’andamento climatico incerto, si è preso il rischio di cercare di portare queste uve alla loro migliore maturazione, accettando la possibilità che piogge probabili possano mandare tutto all’aria. E’ la sfida di chi si cimenta con un vitigno principe come il Nebbiolo, al pari del Pinot Noir. Non per nulla anche Aubert de Villaine, gerente del leggendario Domaine de la Romanée Conti, applica da sempre la stessa filosofia procrastinando il più possibile il raccolto: “se questo è il rischio per fare un grande vino, è un rischio che sono disposto a prendermi”. E’ quindi evidente che in questo caso le scelte fatte da Enrico lo porteranno a produrre un vino molto differente rispetto ad un vino delle stessa zona e della stessa annata. Ed ecco che tutti i giudizi generalizzati su una specifica annata vanno a farsi benedire.

Un altro esempio che voglio fare è quello di Roberto Voerzio, che come conseguenza dei suoi drastici diradamenti, è sempre il primo in Langa a portare le sue uve in cantina, anche 3 settimane prima dei suoi colleghi. Anche in questo caso, i suoi vini rifletteranno tanto l’andamento dell’annata quanto le scelte che ha fatto.

Cosa significa tutto questo? Significa che è si giusto ascoltare le notizie sulla qualità più o meno marcata di una determinata vendemmia, ma non prendetelo come verità assoluta, perché per fortuna esistono dei bravi vignaioli che sanno ancora fare la differenza.

  • Grazie Paolo per le belle parole e per l’importantissimo post. L’annata è importante tanto quanto sono importanti le scelte del produttore. A volte però, le annate sono talmente perfette dove la bravura del vignaiolo viene meno. Il 2010 credo possa mostrare le differenze dei dettagli, del coraggio delle decisioni prese durante l’anno, anche se nel complesso è da considerarsi buona. Mi ha fatto piacere che tu abbia fatto l’esempio mio e di Voerzio perché entrambi ricerchiamo l’altissima qualità ma con una selezione dei nebbioli opposta, lui con diradamenti drastici e coraggiosi anticipando l’annata, io a scalare nel tempo, seguendo l’andamento fisiologico della pianta.