IL VINO NON E’ UN VELENO!

Questa mattina sul quotidiano nazionale La Stampa appare la notizia secondo la quale bere alcolici è socialmente più dannoso che prendere eroina, cocaina o altre droghe. Lo afferma, dati alla mano, un eminente studioso britannico, che fino allo scorso anno presiedeva il gruppo di consiglieri governativi su droghe e sostanze nocive.

L’allarme lanciato dal professor David Nutt, in un articolo per l’autorevole rivisita scientifica Lancet, è sicuramente reale, in quanto il danno sociale procurato dal consumo di alcolici è probabilmente più impattante del danno individuale che può procurare una sbronza rispetto al consumo di una droga pesante, e non dovrebbe quindi rimanere inascoltato.

E fin qui nessun problema, se non fosse per il fatto che nella stessa pagina, il dott. Riccardo Gatti, direttore dell’Osservatorio per le Dipendenze della Lombardia, in un’intervista rilasciata a Elena Lisa paragona sostanzialmente a degli alcolisti “chi non riesce a rinunciare a due bicchieri di vini a cena”, per poi proseguire con il carico da 11 “se un individuo di 70 anni consuma due bicchieri di vino al giorno mette a serio repentaglio la sua salute psico-fisica”.

Non voglio pensare che vini beva a casa sua il Dott. Gatti, sicuramente non sono tra i suoi fornitori.

Ma voglio qui far notare che vari studi epidemiologici condotti nell’ultimo decennio hanno invece associato l’osservazione che il consumo di piccole quantità di alcol, soprattutto di vino rosso, abbia addirittura un ruolo protettivo nei confronti di alcune malattie. La maggior parte delle evidenze indica infatti che gli effetti positivi di moderate assunzioni di alcol siano riscontrabili nel caso di consumo di bevande fermentate (come il vino) durante i pasti principali (Criqui & Ringel, 1994; Gronbach et al., 1995; Klatsky & Armstrong, 1993).

Un consumo moderato di vino durante i pasti, secondo numerosi studi di varie Università internazionali, aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, tanto che la Francia, dove da decenni nella dieta si consuma regolarmente vino nella giusta quantità, è il paese al mondo con il minor tasso di mortalità legato a malattie cardiovascolari.

Anche gli abitanti della Sardegna consumano vino ai pasti in regolarmente e in quantità superiori a quella di molte regioni italiane, eppure sono il popolo più longevo al mondo.

Io ad esempio la sera un paio di bicchieri di buon vino durante la cena me li bevo volentieri. Dite che devo andare subito a farmi disintossicare?

  • pasquale

    Anche non entrando nello specifico delle ricerche del professore, la sua mi sembra un’affermazione che rasenta il ridicolo, se vogliamo possiamo mettere ache a paragone un vino qualunque e una droga qualunque e sono sicuro che a parita di quantita assunte, le droghe sono almeno cento volte più debilitanti e dannose di un qualunque vino.

  • Ciao pasquale,

    hai ragione, infatti come vedi nella prima parte del mio intervento si parla di danni sociali e non individuali. Senza dubbio l’alcol provoca più danni sociali delle droghe, ma solo perchè è di libero accesso. Il danno individuale è ben altra cosa. Il problema sono le affermazioni del dr Gatti che insinua che due bicchieri di vino al giono facciano male e metto sullo stesso piano vino e droga, inoltre senza fare un distinguo tra vino e superalcolici.