La Cina si scopre amante dei Grandi Vini

“Quando la Cina si sveglierà, la terrà tremerà”. Lo disse niente poco di meno che Napoleone nel 1816, e a ragion veduta la profezia può dirsi avverata.

Ne sanno qualcosa i prestigiosi chateau di Bordeaux, che mese dopo mese stanno vedendo levitare le quotazioni delle loro bottiglie a ritmi vertiginosi, grazie alle pressanti richieste da parte del mercato asiatico. E le principali casa d’asta internazionali, Christie’s e Sotheby’s, stanno facendo affari d’oro con i Fine Wine. Giovedì 28 ottobre Sotheby’s ha strabiliato tutti, riuscendo a piazzare all’incanto una bottiglia di Lafite Rothschild, il vino più richiesto dal mercato cinese, alla strabiliante cifra di 233.972 dollari.Sono bastate due settimane per infrangere questo record, dato che Christie’s ha battuto a Ginevra, il 16 novembre, un’Imperiale di Chateau Cheva Blanc del 1947 a 225.000 euro, trasformandola nella bottiglia di vino più costosa del mondo.

In Cina il caso Lafite è studiato attentamente dagli analisti di mercato, ed è la dimostrazione dell’enorme voglia di lusso dei nuovi ricchi del sol levante, disposti a tutto per accaparrarsi i simboli del nuovo status economico raggiunto.Lafite nell’arco di un paio di anni ha quasi triplicato le sue quotazioni, e chi negli anni precedenti è riuscito ad accaparrarsi buone quantità di questa etichetta, oggi si sfrega le mani. Basti pensare che le annate comprese tra il 2000 e il 2004 sono state acquistate en primeur a cifre oscillanti tra i 120 ei 200 euro, ed oggi quelle stesse bottiglie raggiungono quotazioni comprese tra gli 800,00 e i 1200,00 euro per bottiglia. Il secondo vino di Lafite, denominato Carruades de Lafite, ha beneficiato di un aumento di valore analogo, passando da una media di 60-70 euro degli scorsi anni, ai 300-350 di oggi.

Se è vero che un aumento così repentino delle valutazioni di questo vino potrebbe determinare un’elevata volatilità dei prezzi, non si può negare che oggi il mercato offre opportunità straordinarie.

  • Marco

    ciao Paolo,
    non sapevo del tuo business Vinifera, complimenti!
    Un saluto,
    marco prando