Degustazione tra giovani produttori

Ma che bella serata ho trascorso giovedì sera scorso, semplice, informale, divertente e costruttiva. Vi spiego subito: ho partecipato ad una degustazione alla cieca con un gruppo di amici produttori di Langa e Roero nel ristorante la Piola in piazza del Duomo ad Alba. Ognuno doveva portare una bottiglia a proprio piacimento coperta, dopodiché via libera ai commenti e critiche. Champagne, Bourgogne, friulani, Australia, Toscana, Langa, un mix di grandi vini del mondo. Bella serata, interessante. Si rivedono vecchi compagni di scuola, molti di loro hanno frequantato come me la scuola enologica di Alba, ci si confronta, si parla del mondo del vino, di produttori, biodinamica, novità del mercato etc… si critica e si discute con genuinità e rispetto.

Mentre tornavo a casa pensavo che una discussione costruttiva di questo tipo, i nostri genitori o nonni l’avrebbero fatta con difficoltà. Forse stiamo migliorando? La nuova generazione di giovani produttori di vino non è poi così male, non credete?

Adesso vi elenco gli invitati: per primo ovviamente il padrone di casa, nonché ex compagno di basket Alessandro Ceretto, Alberto Cordero titolare dell’azienda Cordero di Montezemolo di La Morra ed il suo enotecnico Enrico Olivero, i fratelli Negro di Monteu Roero dell’omonima azienda, Luca Cravanzola dei Produttori di Barbaresco, Giuseppe Vajra dell’azienda G.D.Vajra e per ultimo il commerciante di vini pregiati, Paolo Repetto di Vinifera.

Non sto ad elencarvi tutti i vini degustati, potete vederne alcuni dalle foto, ma merita menzionare la sorpresa: il Petaluma 1997 Coonawarra australiano, molto fine e tecnicamente molto curato, complimenti da parte di tutti. Io amo molto i vini di terroir, ma quando si assaggiano vini di questa eleganza(molto rari) che arrivano dall’Australia, i miei pensieri momentaneamente si confondono.

Altra considerazione è che quando si assaggiano vini di Langa e pinot noir borgognoni assieme ad amaroni e supertuscan, quest’ultimi, seppur magnifici, stonano. Non voglio essere campanlista, ma la finezza intrinseca del vitigno nebbiolo e del pinot nero, vinificato nelle zone tradizionali, sono uniche al mondo.

Come potevamo non discutere, delle recenti nuove strategie commerciali di Fontanafredda e già avete capito a cosa mi sto riferendo… Abbiamo deciso di fare un vino anche noi, di quel tipo e si chiamerà GiàCiuc (già ubriaco), concorrenza comincia a tremare!

Ovviamente è uno scherzo

  • Ciao Rive, cambierei il titolo da “degustano” a “sbbevazzano”

  • Luca Cravanzola

    Quoto ogni singola parola!
    Serata da ripetere al più presto!!

    P.S: ho ricevuto un pre-ordine di 10.000 bottiglie di GiàCiuc… Farinello sta Già tremando!!!!

  • alberto cdm

    eh bravo rivet! ti faccio amico su Faceciuk…

  • Grazie per l’amicizia… sono onorato perché Faceciuk, non è per tutti…