Un sogno piemontese per il 2011

Nell’articolo del 24 dicembre 2010 su La Stampa, l’ironico ed intelligente giornalista, Massimo Gramellini, constata che l’Italia è in stallo e la situazione politica è giunta ai minimi termini. Abbiamo bisogno di reagire, anche con decisioni forti ed impopolari, invocando ad uno tsunami morale, premiando le persone che danno il buon esempio, che diano alla popolazione il desiderio di sognare nuovamente.

Sognare sì, che bello, provo a farlo anche io, vi spiego quindi,cosa ho sognato ieri sera:

un’ etichetta di vino riportante dall’alto verso i basso la parola GRANDI VINI DEL PIEMONTE , subito sotto SERRALUNGA D’ALBA, e poi sotto ancora BAROLO accompagnata dal nome della menzione aggiuntiva od eventualmente della vigna , ed infine il nome del produttore. Vedo un’altra etichetta con su scritto PIEMONTE, COLLINE NOVARESI, GHEMME e un’altra ancora PIEMONTE , MONFERRATO, BARBERA D’ASTI e poi ancora un semplice PIEMONTE ROSSO. Senza DOC né DOCG, senza la burocrazie delle fascette.  Un trionfo del TERROIR. Tutto garantito da un ente regionale di controllo e promozione gestito da un manager determinato, forte e apolitico, che come obiettivi principali ci siano le tutele dei nostri marchi nel mondo, che faccia un promozione democratica del territorio, che abbia il potere e la capacità di comporre una strategia commerciale comune da mettere d’accordo i grandi imbottigliatori e i piccoli agricoltori. Dove la DOC Piemonte sia utilizzata come valvola di sfogo nei momenti difficili dando alla grande industria un nome d’impatto commerciale, valorizzando i vini di nicchia regolarizzando la produzione a seconda del mercato, tenendo sempre alti i prezzi.  Sogno un fondo comune per aiutare le zone disagiate ed abbandonate dell’astigiano o alessandrino, implementando il turismo. Sogno una  politica comune d’incentivi per la ricerca per produrre inquinando meno.  Un mondo piemontese surreale, dove l’ ente di controllo sia 1, che la legge sia una, senza lasciare spazio ad interpretazioni e conseguenti multe, che l’ente preposto supporti e spieghi e chi sgarra venga severamente punito. Ma mi risveglio presto, troppo presto e mi ritrovo come ogni giorno, a lottare contro la burocrazia ed arrabbiarmi per i continui sprechi.

Inizierei questo 2011 concludendo, rendendovi partecipi della parte finale dell’articolo di Gramellini, che condivido e fa riflettere:

Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che siamo fatti di fango ma anche di stelle, che siamo cittadini e non sudditi, che la vita dipende in larga misura dalle nostre scelte personali e non da quelle della politica, Che ogni Io fa parte di un Noi e che il Noi non è solo la nostra famiglia , ma le tante comunità a cui decidiamo di aderire. Che se una cosa è pubblica appartiene a tutti e non a nessuno. E che per ogni porta che si chiude c’è sempre una finestra che si sta aprendo da qualche altra parte. A volte basta smettere di piangere e asciugarsi gli occhi per riuscire a vederla.