La potatura

Vite di nebbiolo, anno d'impianto 1970

Il gennaio decisamente tiepido, ci sta aiutando a procedere più celermente nella pratica agricola della potatura invernale. E’ un momento importante dove si detterà la prima impostazione di ogni singola pianta, direzionandola verso la produzione di uva d’alta qualità. Normalmente si lavora per un paio di mesi all’aria aperta, a temperature attorno agli zero gradi, camminando nella gelida neve. L’inizio del 2011 si è dimostrato abbastanza clemente, la neve si è sciolta e lavorare nei vigneti è sembrato meno duro, anche se negli ultimi tre giorni le temperature si sono abbassate drasticamente. Non voglio dilungarmi in tecnicismi della potatura, ma ci tengo mostrarvi alcune foto di come rimangono i filari in seguito a questa importante pratica agricola.

La nostra azienda adotta il sistema di potatura Guyot che noi utilizziamo per tutte le varietà coltivate, consiste nello scegliere un ramo idoneo a fruttificare nell’annata corrente, lasciando un numero di gemme che varia da 5 o 6 per dolcetto e barbera, fino a 8 o 9 per il nebbiolo. Selezioniamo successivamente un piccolo rametto lungo 2 gemme chiamato sperone, che servirà a proseguire la produzione nell’anno successivo.

Ogni vite ha la sua storia ed ogni pianta subirà una potatura che cambia a seconda della situazione. Le piante di nebbiolo vecchie per esempio, sono le più complicate da interpretare, producono pochi tralci nuovi e la vite tende ad alzare il proprio assetto verso l’alto.

Venite in Langa e vi mostrerò nella pratica questa importante tecnica!