Nonno e magia

Nel film tanto discusso in questo momento Hereafter di Clint Eastwood, ci sono delle scene che mi hanno fatto riflettere seriamente. La prima volta che l’ho visto, non l’ho osservato bene, perché la mia attenzione era rivolta a scovare questa famosa bottiglia di Barbaresco Rivetto, forse nella dispensa, sotto il letto di Matt Damon o forse su qualche tavolo del ristorante. La seconda volta che ho visto il film, ero più rilassato e devo ammettere che il regista ha trattato l’argomento dell’aldilà con grande rispetto e delicatezza. La mente umana non so bene per quale motivo è tentata a ricondurre dei fatti a coincidenze, le quali a volte hanno una natura quasi surreale. Io sono sempre stato una persona che si definisce concreta sintetica e pragmatica, ma sono sempre stato affascinato dal contrario.

Ok Ok amici, vado al punto: ho pensato che la presenza del vino Rivetto in questo capolavoro del cinema forse non sia così casuale. Coincidenze? Sicuramente ce ne sono e mentre vi dico queste cose in parte non le credo fino in fondo. Nel film c’è una scena dove uno dei due bimbi gemelli perde la metropolitana perché il suo cappellino appartenuto al fratellino scomparso tragicamente in un incedente stradale, cade per terra. La metropolitana caso vuole, che esploda causa atto terroristico. Tutti noi nella nostra vita ci siamo imbattuti in casualità che hanno fanno sterzare bruscamente la nostra vita verso una direzione piuttosto che un’altra. A volte ci ridiamo su, a volte non ci pensiamo a volte le snobbiamo.

Se fossi in linea col film e dovessi pensare ad una persona che ci ha dato una mano dall’aldilà, penserei subito a mio Nonno Ercole. Una persona che è scomparsa quando avevo 4 anni in seguito ad in Ictus, una persona che ha dato il carattere all’azienda Rivetto. Ercole ha fatto la storia del vino di Alba e di Langa e lo dico con sicurezza e orgoglio. Non è mai stato ricordato in nessun libro storico della zona e questo mi dispiace, ma rimane nelle memorie e nei  racconti dei pochi anziani di Langa che sono ancora in vita. Le sue capacità enologiche, la sua affabilità e generosità era riconosciuta da tutti. Non esagererò ad elogiare mio nonno, perché odio cadere nel tranello ipocrita del parlare sempre bene di chi non c’è più, l’ho sempre odiato soprattutto nelle messe funebri. Voglio credere quindi che sia stato lui in qualche altra dimensione surreale a far scegliere quella bottiglia da Clint Eastwood. Voglio credere che sia stato lui ad aiutare la nostra e la sua azienda familiare  con questo stupefacente colpo spiazzante. Non a caso la scelta del Barbaresco, che non essendo il nostro vino più conosciuto, era quello che lui amava di più, perché non così tannico ed aggressivo come il Barolo, lo considerava più “piasus” piacevole. Come già detto nello scorso post, frequentò assiduamente la zona del Barbaresco durante la seconda guerra  mondiale garantendo le vinificazioni dei nebbioli di altre cantine lui amiche durante il conflitto. Casualità? Sì forse.

Ma oggi nel giorno del mio 33esimo compleanno voglio sognare, voglio pensare che il vino, sia anche questo: MAGIA

Grazie Nonno !!

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  • Bellissimo Enrico, anche io ho una nonna speciale che mi ha insegnato tutto quando ero piccola e che sono convinta mia stia guidando da lassù.
    Post intenso, mi piace, e complimenti per il film :))