Quando il vino buca lo schermo

Che il vino di Enrico fosse buono, anzi, molto buono, lo sapevamo. Che gli stuoli di ammiratori dei suoi prodotti siano in crescita è un fatto assodato. Ma di vedermi comparire le sue bottiglie in un film di produzione hollywoodiana, con la regia del leggendario Clint Eastwood che ha come protagonista il premio Oscar Matt Damon, proprio non me l’aspettavo! E mi sa che non se lo aspettava neppure lui…

Il film in questione, per chi ancora non lo sapesse, si intitola Hereafter ed è in questi giorni in tutte le sale italiane. E’ stato per me una piacevolissima sorpresa che mi ha riempito di entusiasmo, vedere comparire sullo schermo le bottiglie di Rivetto, con il protagonista che parla del Barbaresco come uno dei più grandi vini italiani, mi ha fatto uno strano e piacevole effetto. Ma non tanto per la promozione di uno dei più celebri vini della nostra magica terra, quanto per il riflesso del successo delle politiche a lungo termine seguite da Enrico e dalla sua famiglia.

Sono felice per lui e senza remore mi auguro che possa giovare ulteriormente alla sua già bellissima immagine aziendale. D’altronde siamo nel terzo millennio da tempo, viviamo in un modo basato sulle relazioni e la comunicazione, padroneggiare bene gli argomenti è un segno distintivo di lungimiranza imprenditoriale. Lo sanno benissimo i nostri cugini francesi. Come pensate siano divenuti celebri i loro grandi marchi di Champagne? Anche grazie ai film.

Chi di voi ricorda James Bond in 007 Mr.No, quando l’agente segreto preferisce il Dom Perignon 1953 rispetto al 1955? In Moonracker Bond punta invece du Bollinger RD 1969, mentre in Casinò Royale ordina un Grande Année 1990. Non si fece mancare anche un grande vino rosso in passato, ordinando per lui ed Eva Green un Chateau Angelus 1982. Pol Roger è diventato famoso anche grazie al film Casablanca (1942) dove Humphrey Bogart, sulle note di As Time Goes By, afferma che preferirebbe annaffiare le piante del giardino con quello Champagne piuttosto che lasciare che i tedeschi lo bevano tutto.

Più di recente, in Ratatouille i protagonisti bevono un sontuoso Château Latour del 1967, uno Cheval Blanc 1947 e un Lafite Rotschild di annata non definita.

Nel 2005 il film Sideways celebra due etichette culto, un Sassicaia 1985 ed uno Cheval Blanc 1967 (quest’ultimo bevuto in un bicchiere di plastica).

Come vedete il binomio Hollywood-grandi vini ha sempre funzionato, ed oggi anche un vino di Enrico entra nel ristretto novero. Mi auguro che porti a lui il medesimo successo che ha contribuito a portare ai grandi nomi qui citati. Magari nel prossimo futuro James Bond rifiuterà un Lafite 2000 per un Barolo Rivetto.

Per usare un titolo di un suo film…Mai dire mai!

  • Hotel Bracciano

    non credo ci sia una vetrina migliore di Hollywood …