Alba d.o.c. un’altra doc inutile

Ne ero a conoscenza, ma vederlo scritto, mi rattrista ancora di più, eccovi dall’estratto dell’Albo Vigneti 2010, l’esempio di come mandare in fumo una grande occasione per la zona di Langa e Roero: la nascita della nuova doc ALBA. Più lo ripeto più m’indigno, un nome così fantastico utilizzato così male. Non riesco a realizzare con quale spirito sia nata questa geniale idea, la zona di produzione è grandissima con la possibilità di usare blend di più vitigni, che per altro si possono già in parte utilizzare in altre denomiazioni. Posso pensare che sia nato, ancora una volta, principalmente per motivi politici, un vero peccato. Guardate inoltre quante aziende hanno deciso di produrre l’Alba doc, ben 8. Sono veramente dispiaciuto perché questo nome che, è di per sè sinonimo di qualità altisonante, venga distrutto da un’altra doc inutile. Dopo l’impossibilità di utilizzare il nome Piemonte doc, perché occupato da un’altra doc senza senso, riservata a 4 aziende produttrici di spumante(80.000 bottiglie), anche la parola Alba è ormai da buttare.

Io ho sempre sognato una suddivisione logico territoriale, che partisse dalla “scatola” più grande e finisse in quella più piccola, non vorrei tornare al paragone con la Francia, però è inevitabile. Un vino che porti a scalare le menzioni, per esempio Piemonte-Langhe-Barolo-Serralunga ed eventuale nome della vigna risulta più semplice e logico. Ma cosa dico, amici miei, molto meglio burocratizzare e confondere, senza nessuna logica, questa è l’Italia e non solo del vino.

Già che ci sono, vorrei dirvi come la penso sulle altre doc piemontesi, andrebbero soppresse più di metà. Alcuni di voi diranno che, parlo così perché produco Barolo, ma mi volete spiegare che senso ha, andare nel mercato globale a confondere le idee con il Dolcetto d’Alba, Dolcetto d’Asti, di Dogliani, Dogliani superiore, Diano, Langhe Monregalesi, oppure il senso dell’esistenza della doc Colline Saluzzesi Chatus, Terre Alfieri, etc. Ci sono vini prodotti in zone meno vocate o da vitigni che, danno un vino magari buono, ma più semplice. Bene, che dire allora di presentarsi sul mercato con un nome meno specifico ma più forte come Langhe o come Piemonte? Certamente non si riusciranno facilmente a spuntare altissimi prezzi, ma avrete più possibilità di essere internazionalmente riconosciuti, direi che Piemonte è sicuramente più riconoscibile che colline pinerolesi. In Italia, abbiamo una regolamentazione purtroppo, poco aderente alla realtà. Altra questione è l’inutilità della fascetta della doc e della docg, notate le presentazioni di qualsiasi produttore di vino, nessuno sottolinea la presenza di questa garanzia, tutti noi parliamo dell’importanza della serietà del vignaiolo e dell’intrinseca particolarità della zona o della vigna, quando mai ci fregiamo di dire che quasto vino è buono perché è docg? Il problema sul Brunello ha contribuito alla sfiducia, perché lo stesso scandalo sarebbe potuto scoppiare per qualsiasi altra denominazione italiana e quindi la credibilità dei singoli organismi di controllo è scesa drasticamente.

Infine riconducendomi ad un bel post di Franco Ziliani, ci mancavano anche le doc che io chiamo turistiche, Roma doc, Venezia doc etc. e a proposito di turismo, è ora che qualcuno si prenda una bella vacanza di riflessione.

 

 

  • http://www.facewine.it Mattia

    Odore caratteristico e intenso???? e si il vino sapesse di pupu’?? sarebbe caratteristico e intenso anche quel odore…

    ma chi fa le leggi e approva le DOC quanto è scellerato e poco attento al territorio

    Ribellatevi!!! Ribellatevi per la Vostra Terra, e per dare un Nome a la vostra Terra che possa essere bandiera e vita per i vostri figli