UK report parte 2

E’ da poco che frequento questo mercato, ma è facile intuire come le grandi catene di negozi di vino e supermarket, stiano spazzando via le tradizionali enoteche. Molti importatori e wine store anche storici, sono falliti o stanno facendo bancarotta, la vetrine dei negozi di vino ormai non sono rappresentativi del business, ma sono ormai diventate una parte piccola parte del business. Sopravviverà chi coccolerà meglio il cliente, soprattutto usando internet.

Come viene percepita l’Italia del vino? Beh come al solito confusionaria, ma bella e affascinante. Nonostante ciò, a parte Barolo,Chianti e Pinot grigio, ci conoscono ancora poco, la Francia è più presente culturalmente. Se si tolgono i ristoranti italiani, i nostri vini rappresentano il 10-15% dell’intera carta vini dei locali a cucina internazionale, un po’ pochino se li relazioniamo con il numero delle nostre regioni viticole. Ho imparato che dobbiamo sfruttare il fatto che siamo ovunque ben accetti, ho capito che dobbiamo unirci ed essere meno confusionari, il marketing consortile e regionale è sempre più importante.

Il vento fresco  e il timido sole della deserta ed affascinante cittadina di Newbury, mi rilassa, non ho voglia di partire verso i 36 gradi che mi aspetteranno in Italia. Dò uno sguardo alla meravigliosa chiesetta del paese, osservo un cigno che attraversa il fiumiciattolo  mi sento parte della medioevale favola anglosassone e penso, penso, penso…. Penso che da questo viaggio ho compreso molte cose, ma ho realizzato che probabilmente una cosa non capirò mai, le regole del cricket…