Banderole polacche

La Polonia è rimasta l’unica nazione europea a mantenere l’obbligo di esporre sulle bottiglie importate, il contrassegno di Stato. Burocrazia  che per noi medio-piccoli produttori, è un lavoro sicuramente antipatico e noioso, perché interamente fatto a mano. Il vino che entra in Polonia, al di sopra dei 100 litri, deve avere questi contrassegni posti ad L sulla chiusura della bottiglia; l’importatore avente la licenza li richiede alle autorità polacche, le invia al produttore che le applica, dopodiché la merce può entrare legalmente in Polonia per essere commercializzata. Gli esercizi commerciali che vengono trovati con bottiglie senza fascetta, incorrono a multe salatissime.

L’esigenza di appiccicare le banderole polacche, mi fa tornare indietro di parecchi anni, quando tutte le etichette delle bottiglie venivano applicate a mano prima che, negli anni settanta, le machine si diffondessero e sostituissero la manodopera. L’atmosfera era bella, perché si era in tanti e tra una pennellata di colla e un’altra si chiacchierava, si discuteva, si scherzava, era un momento dove si socializzava. Il rito prevedeva che prima di iniziare si preparesse un vetro, dove si spalmava la colla, precedentemente preparata mischiando acqua ad una polverina bianca. I ruoli erano diversi: c’era colui che riponeva le etichette sul vetro e colui che faceva passare la carta da giornale sulle etichette appena appoggiate, comprimendole sul vetro in modo tale che si impregnassero al meglio. Infine le etichette andavano messe sulla bottiglia con tecniche diverse, chi teneva la bottiglia appoggiata alla pancia in posizione dritta o capovolta e qui, le controversie con mio padre, già si facevano simpaticamente sentire…

  • Emanuela

    Salve a tutti!

    Ho trovato solo voi in giro per il web a discutere (anche se 2 anni fa) di problemi sull’apposizione delle banderole. Qualcuno di voi sa indicarmi il metodo più rapido e la colla più adatta per attaccare le banderole alla capsula ottimizzando la manodopera? Se il metodo descritto nell’articolo rimane ancora quello più utilizzato e collaudato potete dirmi quale colla è meglio utilizzare per avere la certezza che le banderole restino attaccate ma al contempo non sia troppo forte da rischiare di rovinarle? Inoltre sapete dirmi se c’è qualcuno nel nord Italia che ha acquistato la banderollatrice e può noleggiarla?

    Grazie in anticipo.

  • Emanuela, grazie per il tuo commento. Non conosco la dimensione dell’ordine, ma credo che se è contenuto convenga farlo a mano. Io uso la colla storica che usavano papà e nonno spalmata su un pezzo di vetro, dopo metto le banderole e le comprimo con un giornale. La colla può essere fatta più o meno densa aggiungendo acqua a seconda delle necessità, la compri in polvere negli empori enologici. Ho visto alcuni usare la colla pritt normale da carta, che vasenz’altro bene ma secondo me ci impieghi più tempo. Per la banderolatrice si era informato un mio compagno di scuola, alessio@cantinepovero.com prova a sentirlo. A presto! Enrico Rivetto