Voglio essere come lui

I miti di oggi sono ormai i calciatori plurimiliardari, belle showgirls, industriali più furbi, che capaci, io invece ho sempre avuto un attrazione per il mio nonno materno: Nonno Sandro. Non c’entra nulla col vino, non è un Rivetto, ma per me è sempre stato un esempio, era infatti un bravissimo falegname e purtroppo morì quando io avevo solo 4 anni. La mia nonna da poco novantatreenne e quelli che lo hanno conosciuto, mi dicono che mi assomigliava, nel camminare, nelle posizioni che assumeva nelle foto, il suo essere abitudinario, la carnagione e nei capelli. Una persona che amava scherzare ma non con tutti, mi hanno sempre affascinato le sue storie di guerra raccontatemi dalla mia nonna.

Partito per la guerra d’Africa combatté per 3 anni in Etiopia ammalandosi di febbre tifoidea e guarendo, così raccontava, sorseggiando litri di una sconosciuta bevanda superaloolica. Tornò a casa qualche mese e ripartì per la tremenda campagna di Russia diretta a Stalingrado, che grazie al cielo mai raggiunse. Riuscì a fuggire con gli sci da lui fabbricati, tra le gelide nevi russe .

Guerra d'Abissinia 1935

Nell’epoca fascista costruì un’aereo di legno rudimentale monoposto che tentò di fare volare, ma senza grandi successi. Quando vado a fargli visita al cimitero, guardo la sua foto e mi sembra mi sorrida, mi sento che mi aiuta e mi protegge.

Posso dire che i miei ricordi più lontani sono legati a lui, ricordo una trottola in legno da lui fabbricata che mi ha accidentalmente colpito la fronte e i “famosi” gettoni delle vecchie cabine telefoniche che, a suo dire, se inseriti dalla parte delle due scanalature chiamavano in Etiopia, mentre con una scanalatura in Italia… :)

Nei momenti di difficoltà, voglio essere come lui, forte e tenace, ma sempre umile, caratteristche che lo rendevano silenziosamente affascinante.