L’America è pur sempre l’America

Enrico Rivetto e Alessio Povero

Se parti per gli Stati Uniti ed ascolti la televisione italiana, sembra di dover andare in un Paese completamente distrutto dalla crisi economica: perdita della tripla A, abbassamento del rating, mancanza di lavoro e povertà.  Ho trascorso quindici giorni attraversando tre Stati: NY,PA,CO per promuovere i miei vini e mi sono reso conto della nuova realtà americana che apparentemente non è così tragica, almeno per il mondo del vino.

Michael from Fermentation school in Philadelphia

I ristoranti in cui sono stato, erano sempre pieni di gente tutti i giorni della settimana, bottiglie di vino venivano stappate ovunque. Sicuramente il costo della vita è aumentato, l’acquisto del prezzo medio dei vini è indubbiamente diminuito, ma non mi è sembrata una catastrofe. Certamente gli assetti distributivi sono un po’ modificati, con i grandi importatori nazionali che hanno ridotto il numero di aziende rappresentate per regione, a vantaggio dei medio piccoli importatori che, se sopravvissuti alla crisi di 2 anni fa, hanno potuto svilupparsi concentrandosi capillarmente in alcuni stati.

Doug from Prime Rob Steakhouse Philadelphia

Le grandi città del North-East sono sature mentre il futuro del consumo del vino americano è senza dubbio il Midwest: giovane, dinamico, ricco, intraprendente e assetato di vino. Nonostante tutto ciò che si può dire degli USA, mi sembrano ancora saldamente al comando nella classifica d’importanza del consumo del vino italiano. Il cambio dollaro Euro di certo non ci aiuta, ma viene compensato dallo straordinario appeal che il brand Italia continua ad avere in America.

Charles Lazzara from VolioVino trying to open his birthday present 1981 Barolo bottleIl mio viaggio inizia quindici giorni fa, assieme ad un mio “vecchio” compagno di banco delle superiori, con il quale condivido due importatori negli USA, si chiama Alessio Povero della Tenuta Fratelli Povero ed è accompagnato dalla sua dolcissima nipote quindicenne Lucrezia, detta Lu. L’ultima volta che siamo andati assieme negli USA erano almeno 16 anni fa, in Oregon per imparare l’inglese; mamma mia che bei ricordi abbiamo riesumato durante gli spostamenti aerei!

Vertical Barolo tasting a Ristorante Il Posto in Denver Colorado

Anyway, torniamo al mercato del vino d’America; dopo esserci fermati una notte a NY, proseguiamo per Philadelphia dove ci attende il nostro storico rappresentante in NJ-PA-DA , Vintage Imports , che come ogni anno organizza una degustazione dei propri prodotti distribuiti al World Café Live di Philly. Prima dell’inizio del tasting  veniamo invitati a partecipare alla degustazione del noto produttore californiano Duckhorn, che introduce alcuni interessanti Cab e merlot  del 1990.

Al mio tavolo vengono apprezzati molto bene il Barolo Serralunga 2006 e la curiosità per la nascetta sale sempre più.

Lucrezia Povero(Alessio's niece) at the Vintage Imports tasting

La sera successiva, dopo aver visitato alcuni dei migliori ristoranti della città ,tra i quali VETRI, ci spostiamo a circa 1 ora a nord di Philly al ristorante La Stalla dove presento la Nascetta, Barbera e Barolo alle cento persone presenti.

Mi fa molto piacere vedere l’amico/proprietario Paul Zientek e la moglie, assieme ad altri venditori, con i quali ormai abbiamo instaurato un rapporto umano fantastico. Il giorno dopo visitiamo altri clienti in città e Ryan, il nuovo agente in downtown, mi fa provare un vino californiano dotato di sorprendente finezza, the Jerly Jar, provatelo se avete occasione!

Sara Pedrali from Bellavista before the Vintage sale meeting

Lasciamo la caotica cittò dell’amore e ci spostiamo nel fantastico Colorado, a Denver, dove ci aspetta Charles Lazzara di Voliovino, colui che secondo me rappresenta un esempio del moderno american dream. Azienda nata 4 anni fa dal nulla ed ora possiede 10 venditori in tutto lo stato, vendendo vini da tutta Italia e Francia nell’intero Colorado. Arriviamo nel giorno del suo trentesimo compleanno ed  approfittiamo dell’occasione per organizzare una degustazione di alcune annate vecchie: 1964-1981-1990-2001-2004. La location è il ristorante il POSTO dove il titolare/chef Andrea ci ha preparato un pranzo straordinario. Il 1964 non mi tradisce mai e come ultimamente mi succede, è stato il più apprezzato assieme al 1990, perfetto nella complessità tannico aromatica. Il 1981 è stato “so so”, l’annata non era meravigliosa, ma l’ho portata di proposito, perché rappresenta l’anno di nascita dell’amico Charles. Quanto lavoro c’è da fare a Denver, Boulder, Colorado Spring e tutte le montagne Vale, Aspen etc… Qui il mercato è ancora all’inizio, le persone sono giovani e desiderose di conoscere ed imparare i vini italiani, i locali sono sempre pieni anche di lunedì sera.

Il tempo è soleggiato come sempre qua a Denver, la temperatura nonostante i 1700 metri d’altezza è piacevolissima, perché come dicono qua “è secco” quindi più sopportabile. Quasi quasi mi viene voglia di rimanerci ancora un pò…

 

Brad Vanderpool great pick from his private wine cellar

E’ ora di tornarsene a casa, portandoci dietro un ricordo di due settimane impegnative ma divertenti, soprattutto soddisfacenti. Dopo anni di lavoro si cominciano a vedere i frutti e i clienti sono sempre più vicini alla nostra realtà vinicola ed apprezzano i prodotti della grande terra di Lirano. Ma la sfida continua e parafrasando una frase del da poco scomparso Steve Jobs, concludo dicendo:

STAY THIRSTY, STAY FOOLISH