Export vini di pregio: USA sempre n.1, ma attenzione a…

Mi è capitato di sfogliare l’ultimo Corriere Vinicolo, dove ci sono interessantissimi dati statistici sull’export italiano nel mondo, che vorrei condividere con voi. Mi sono soffermato sulla categoria di vino che più si avvicina alla mia realtà vinicola, cioè l’importazione dei vini d.o.p. e ho notato, senza sorpresa, che la Svizzera è il paese europeo che in media è disposto a spendere di più; per un litro di vino di qualità italiano, ben 6,05 eur/litro, con un totale di 135 milioni di litri. Anche l’Ucraina si attesta attorno ai 6 euro/litro ma il numero di litri totali importati, è solo di 700.000. Seguono attorno ai 5 eur/litro la Danimarca, Finlandia e Svezia. Interessante è la situazione della piccola Lettonia che si attesta con 4,48 eur/litro , 520.000 litri totali per una popolazione di solo 2 milioni di abitanti. Questo ultimo dato potrebbe essere falsato, dalle molte aziende russe che hanno proprio a Riga, una testa di ponte in Europa, per facilitare le importazioni per Mosca. La Germania e la Lituania per motivi completaemente diversi, condividono l’ultimo posto di questa graduatoria.

Se invece parliamo del resto del mondo, gli Stati Uniti sono leader mondiali in valore, per il vino confezionato dall’Italia, con 3,8 miliardi di dollari di acquisti.

Se riduciamo la ricerca ai vini d.o.p. spicca Hong Kong con quasi 10 eur/litro con un volume di 1milione e mezzo di litri totali, ma il dato incredibile è che l’aumento rispetto l’anno precedente è del 40%!

Emirati Arabi, Singapore e India si aggirano sui 5 eur/litro, ma i volumi sono ridicoli, specialmente l’India, se relazionata al numero di abitanti.

Il Canada sembra il mercato più maturo, perché la media si attesta sui 4,23 eur/litro, con un volume di 32 milioni di litri, senza considerare gli storici U.S.A., che con i quasi 94 milioni di litri ad una media di 4,42/litro salgono sul gradino più alto del podio come credibilità.

Brasile, Russia, Cina ed in seconda battuta il Messico, sono a mio avviso, i più realisticamente futuristici. Penso che a corto-medio termine, in rapporto a popolazione/potere d’acquisto/stabilità politica/appeal culturale con il nostro Paese, possano darci grandi soddisfazioni sui vini di pregio. Nella vecchia Europa invece, incagliata nella profonda crisi economica, credo che gli unici Paesi in cui si possa credere, siano gli Scandinavi e forse la popolosa e reattiva Polonia.