Vino all’uovo o vino al latte…

Dal 30 giugno 2012 è entrata in vigore la nuova legge che impone ai produttori di vino di indicare in etichetta se viene utilizzata, durante il processo di vinificazione, albumina o caseinato, prodotti che, secondo l’autorità europea possono causare allergie.

Dovremo perciò scrivere “contiene uova e derivati” “contiene latte e derivati”. Ma secondo voi ha senso scrivere su una bottiglia di vino, contiene latte? Io sono perplesso anche sugli effetti allergici, considerate che aggiungo al massimo due chiare d’uovo ogni 100 litri, di cui la maggior parte precipita come sedimento e l’altra parte viene bloccata dai filtri in caso si decida di effettuare questa pratica. Detto questo, la domanda sorge spontanea: quanta albumina rimane realmente nel vino ? Il limite per l’obbligo della dicitura in etichetta è 0,25 mg/l , l’analisi fatta sul mio barolo, che vedete in allegato è pari a zero…Pensare che l’efsa ci ha impiegato 3 anni per decidere su questo pseudo-problema…

La mia conclusione è che come sempre le vere porcate come tannini aromatizzanti, gomme arabiche, etc. che l’industria enologica mette in commercio, non vengono mai prese in causa.

Magari obbligare tutti ad una bellissima etichetta dei prodotti aggiunti? Ci farebbe comprendere molte cose più semplicemente, su vini e produttori. Io continuo ad usare albumina d’uovo fresco e gel bentonite (un’argilla), reputo che per i miei nebbioli siano i migliori chiarificanti naturali.