Vitigni minori del Piemonte a La Morra

Mi trovo in Borgata Cerequio a La Morra, presso il Cerequio Palas di Michele Chiarlo; la giornata è splendida, novembre rende la Langa davvero unica ed affascinante, mi viene quasi voglia di fare il turista, ma non posso, sono qui per introdurre ad alcuni giornalisti il Langhe Nascetta 2011.

L’olandese Paul Balke, ha organizzato un educational tour nella nostra regione per la stampa specializzata austriaca, brasiliana e newyorkese ed oggi protagonisti sono stati i vitigni autoctoni riscoperti del Piemonte.

Devo ammettere che è stata una lezione di vino anche per me: oltre al mio Langhe Nascetta ho apprezzato il Timorasso di Walter Massa, il Pelaverga del Castello di Verduno, il Prunent (nebbiolo della Val d’Ossola) delle Cantine Garrone,  l’Uvalino di Cascina Castlet, la Gambadipernice della Tenuta dei Fiori e l’Albarossa del padrone di casa Michele Chiarlo.

Vitigni autoctoni con caratteristiche uniche e speciali, essi fanno parte del nostro patrimonio viticolo e culturale. Dal confronto tra giornalisti e produttori si è evinta l’importaza di preservare l’ambiente in cui coltiviamo la vite, esaltando le caratteristiche delle singole diversità.

Oltre al 2011 ho portato una bottiglia di Langhe Nascetta 2010 per mostrare la splendida evoluzione che questo vitigno subisce nel tempo. Molti hanno notato una somiglianza per complessità col re dei bianchi: il riesling, anche se siamo solo all’inizio di un lungo percorso.

Ho trascorso qualche ora ascoltando i racconti di Michele Chiarlo, i suoi viaggi in America negli anni sessanta, la scoperta per la Borgogna negli anni settanta e le sue sperimentazioni malolattiche sul barbera. Sono rimasto affascinato dalla sua elegante, ma semplice personalità, credo il Piemonte gli debba essere molto riconoscente.