2008: un’annata alla vostra attenzione!

Non potrà sfuggire all’attenzione di nessuno un’annata che, oltre alle proprie caratteristiche già degne di nota, è stata tenuta a battesimo da Ian D’Agata, nominato dal Comitato Grandi Cru d’Italia miglior giornalista del vino italiano 2012, e che si veste di un’etichetta d’autore.

Il Barolo 2008 ha fatto ufficialmente il suo ingresso in società il 3 giugno scorso al Castello Falletti di Barolo durante l’evento organizzato dall‘Enoteca Regionale del Barolo: tra le oltre 100 etichette presenti alla degustazione seguita alla “cerimonia” anche il nostro Barolo del Comune di Serralunga d’Alba, ben rappresentativo di una vendemmia classica, piacevole e fragrante. Che Ian D’Agata berrebbe “con l’imbuto”, da buon fan del Barolo qual è, ha affermato sorseggiando un bicchiere della bottiglia istituzionale!

Con simpatia e spiccato senso dell’umorismo, D’Agata ha raccontato come da medico pediatra e specializzato in trapianti del fegato si sia appassionato al vino: galeotta fu una bottiglia di Barolo del 1971, decisive due super verticali alle quali non potè partecipare a causa di impegni del suo lavoro da medico. A quel punto la scelta di cui non si è mai pentito, anche se confessa che poter fare le analisi al DNA (retaggio della prima professione) del vino rende ancora più affascinante il suo lavoro/passione.

Ian D’Agata e Giancarlo Montaldo

Premiata la concretezza fattiva di quello che sarà Ambasciatore del Barolo 2008, si passa a premiare l’arte di Kyoji Nagatani, artista internazionale legato alle Langhe, che con tre segni ha riassunto lo spirito del mondo del Barolo (e chissà, forse, del mondo intero): un segno è il Corpo, uno il Cuore e uno rappresenta l’Anima se si legge l’etichetta con il filtro della cultura orientale. Più vicina a noi la lettura che definisce un segno come il Padre, uno come il Figlio e il terzo come lo Spirito Santo: in entrambi i casi, tre elementi inscindibili, necessari l’uno all’altro e complementari.