Vino a 360°

Cos’è per me il vino? Per me il vino non è soltanto un prodotto da commercializzare, non è soltanto un liquido da apprezzare che dà emozioni, non è neanche solo una passione. Il vino è parte della mia vita, scorre dentro alle mie vene, rappresenta un modo di essere. Non sono come quegli appassionati estremi che vedono vino dappertutto e a volte ne rischiano l’overdose… A volte ne sono distaccato perché per sopravvivere a volta bisogna essere duri ed i sentimenti vanno dosati e calibrati. Il mondo del vino s’impossessa di te quando sei piccolo e tu non te ne rendi conto. L’odore del mosto-vino rimasto sulle mie mani mi piaceva da morire, tanto che amavo annusarmi le mani anche dopo averle lavate per ritrovare quelle sensazioni. Difficilmente passeggio nei vigneti rilassato, normalmente cammino con moderata apprensione, non sono i miei figli ma bensì i miei pazienti. Da piccolo aiutavo mio padre ad imbottgliare e piangevo scappando quando una bottiglia mi sfuggiva dalle mani e si rompeva per terra. Il trans pallett era il mio monopattino, i rubinetti per riempire le damigianele mie pistole, i residui di potatura le mie sciabole, intanto l’azienda Rivetto ed il vino si stavano impossessando di me. I trattori non mi hanno mai entusiasmato, strano per un bambino maschio piccolo, ma rimanevo incatato dalle mappe, dalle cartine geografiche e topografiche, le linee di pendenza delle colline mi ipnotizzavano, ero rapito e forse questo mi ha aiutato a viaggiare per il mondo. Facevo il bagno d’estate nei mastelli per il vino, ovviamente riempiti per l’occasioned’acqua…

Alla fine voglio semplicemente dire che possedere un’azienda vinicola da 100 anni non può e non deve essere spinta solo dalla passione e dall’entusiasmo, ma dall’orgoglio, dal senso di appartenenza e da un pò di cinismo che permette di trattare il vino come lavoro/businness e ne permemette la sopravvivenza nel tempo.