Le fiere servono ancora?

Rivetto stand at the Prowein 2013 in Dusseldorf Germany

Lo so che sono retorico, ma di ritorno dal Prowein ed in prospettiva Vinitaly, mi ritrovo a pormi, da qualche anno, sempre la stessa domanda: ma le fiere  del vino servono ancora? Adesso che internet ha reso il mondo più piccolo, che i produttori viaggiano molto di più di un tempo, mi chiedo se queste esibizioni servano ancora. Il Prowein personalmente mi è sempre piaciuto e continua a piacermi per organizzazione e qualità di visitatori, ma è anche vero che la percentuale di contatti nuovi è sempre minore. Al giorno d’oggi se si vogliono tovare nuovi clienti, la fiera di per sè non basta più, deve essere sempre preceduta, da mesi, se non anni di lavoro. In questo momento le uniche fiere garanti di contatti nuovi sono quelle organizzate nel Far East, per effetto del mercato in crescita, la difficoltà maggiore però, rimane sempre la comunicazione e la valutazione della serietà del potenziale partner.

Sempre più frequente è l’usanza degli  importatori e distributori ad organizzare eventi annuali privati in sale di alberghi, aperti solo per i propri clienti dove ad attenderli ai tavoli ci sono i produttori con i propri vini. Questo è un modo efficace per sostenere i rappresentanti delle aziende vinicole ed è un modo per i viticoltori per avere un contatto diretto con la clientela finale. Ovviamente qui si tratta di cliente già acquisito e non di nuovi contatti commerciali.

Parlando di ricerca di nuovi partner, credo che i B to B siano i più redditizzi dal punto di vista del rapporto spesa/rischio. Sono organizzati in hotel, durano circa due giorni; normalmente i produttori hanno garantiti 15-20 appuntamenti da 20/25 min. con operatori di diversi stati, con profili che dovrebbero rispecchiare le richieste delle cantine.

Bisogna sempre valutare i costi, ormai le fiere hanno dei costi davvero alti e la garanzia di nuovi contatti non sono garantite, mentre i B to B se organizzati bene possono dare buoni risultati, specialmente per le aziende di piccole dimensioni. Questa è la mia esperienza e le considerazioni che voglio condividere con voi; eccovi in seguito alcune foto di clienti/amici transitati nello nostro stand Rivetto a Dusseldorf, grazie a tutti per essere venuti e vi aspettiamo presto nella nostra meravigliosa Langa!

August direttamente da Amsterdam

Kristina da Tallinn-Estonia

 

Da Mosca la bionda Olga e la bruna Antonia

Tom, l’Alex Baldwin da Toronto assieme ad una fan :)

Fabio assieme a wine lover nipponici

Anna-Liisa da Helsinki Ti aspettiamo in Piemonte!

Un affettuoso abbraccio al lupo svedese Ulf

Dall’Islanda la signorina Eva

Martins, l’architetto del vino in Lettonia

Johannes ed il suo team dal Nord della Germania

Lo juventino più bianconero del Belgio, ci vediamo presto allo stadio Fabian!!

Andreas da Amburgo, baci per Maria!

Ms and Mr Mann dall’Olanda

Dalla Repubblica Ceca Mr.Kozak

Benvenuto Harald da Oslo!

Julia dall’Ucraina e Marco da Asti :)

  • Paolo Repetto

    Sei pazzo a svelare così le strategie giuste ai tuoi colleghi? Non se lo meritano!

  • Massimo Sobrero

    Dipende dove si fanno le fiere… Vinitaly e Prowine rispecchiano due mercati saturi di vino e con problemi finanziari alle spalle…. Sono a Chengdu, per il terzo anno consecutivo e ti assicuro che qui invece l’interesse per il vino e’ esponenzialmente in crescita…. Unico problema??? Tra una settimana saro’ a Verona

  • Ciao Enrico, bell’articolo, condivido in pieno, le fiere hanno un rapporto tra spesa e ritorno economico troppo sbilanciato… ci sono tanti altri canali che con internet possono esser ben sfruttati. Mi sono permesso di riprendere il tuo articolo sulla nostra pagina facebook http://www.facebook.com/langhe.net, buona giornata!

  • Enrico

    Immaginavo fossi a Chengdu… non vendere troppo Max :)

  • Enrico

    Molte grazie Corrado!