Semplice ma difficile

Due vigne di nebbiolo nel comune di Serralunga d’Alba adiacenti, credo non ci siano commenti da fare…

Da poco si sono tenute le elezioni del nuovo consiglio direttivo del Consorzio del Barolo, dopo aver fatto loro gli auguri, vorrei chiederle che cosa ne pensano di queste foto, che ho scattato stamattina nei famosi vigneti della zona del Barolo.

Credo che si debba affrettare il processo di responsabilizzazione della coltivazione della vite nella nostra zona, lo sappiamo tutti che il futuro sarà più sostenibile, non diserbare chimicamente sotto la fila e non usare più trattamenti sistemici, deve essere il minimo per considerarsi normali. Perché non diamo esempio e anticipiamo i legislatori? Il Barolo sarà Barolo, solo se arriva da agricoltura responsabile. Alcuni di voi diranno, i piccoli ce la fanno mentri i grossi avranno problemi ed io rispondo, che un piccolo (ma che credo sia grande) passo lo ha fatto pure Fontanafredda, Fontodi etc. perciò si può fare. In Toscana esistono i biodistretti da anni e noi, la grande zona del Barolo, dobbiamo arrivare sempre in ritardo? Prima di pensare alle fiere e degustazioni che ormai siamo in grado di organizzarci da soli, grazie alle nostre capacità e contributi europei, pensiamo alla tutela del marchio Barolo nel mondo e fare un marketing territoriale intelligente.

Quando noi Barolisti andiamo in giro per il mondo, ho la percezione di essere invidiati dai produttori delle altre denominazioni, come se rappresentassimo a priori l’eccellenza. Vogliamo cominciare a ragionare da leader e non non da cauti “bugianen” piemontesi?

E che esempio diamo al turista che viene da noi? Glifosate nel 2013? Siete pazzi! Andate a leggervi cosa provoca il glifosate . Non sono un estremista, non penso che tutti debbano diventare biodinamici o simili, ma sicuramente mettere dei paletti che diano un esempio mi sembra il minimo. Le DOCG in Italia sono ridicole, diamo una parvenza di serietà con restrizioni rivolte verso il rispetto dell’ambiente. In Italia mancano gli esempi perché manca coraggio e consapevolezza e soprattutto, anche se non facile, ignoriamo i politici e la politica, al futuro dobbiamo pensarci noi, gli altri ci seguiranno. Rispettiamo il territorio, l’unica salvezza contro la crisi mondiale.

 

  • Angelo Cass.

    Caro Enrico,
    condivido pienamente. Ieri mattina mi sono fatto un lungo giro in mountain bike sulle nostre colline ed ho avuto modo di osservare, non senza angoscia, lo spettacolo che offrono le vigne trattate a diserbo. Lo dico da semplice consumatore, non vorrei mai bere il vino prodotto con quelle uve!
    Buon lavoro. Ciao!

  • Bravo Enrico ad evidenziare il problema, il diserbante é da mettere al bando per legge, nell’ attesa incominciamo a fare nomi e cognomi, ognuno per la sua zona di competenza