Nascetta: ieri e oggi

“Questo vino è prodotto quasi esclusivamente nel territorio di Novello. Riesce di color alquanto più chiaro del Moscato, ma è di finezza uguale. “ 

Introduce così il brano intitolato “Anascetta” Lorenzo Fantini nella Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo del 1879 e continua “La sua bontà è dovuta unicamente alla natura che fornisce un’uva squisita, ma punto all’arte, la quale fa assolutamente difetto nei produttori. Alcuni tentarono con la Nascetta la fabbricazione di un vino bianco sul genere dei vini del Reno, ed ottennero tecnicamente dei soddisfacenti risultati, ma economicamente onerosi, per cui rinunciarono agli studi di perfezionamento, e così dal far concorrenza al Scloss-Johannisberg!”.

Oggi l’Anascetta è stata riscoperta ad opera di un gruppo di produttori vinicoli appassionati che, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino, si è adoperato per il riconoscimento della Nascetta quale vitigno autoctono delle Langhe ed in seguito dell’istituzione della DOC ad esso dedicata.

Per qualcuno è diventata Nascetta o Nas-cetta, non si coltiva soltanto nella zona di Novello ma in un’area più estesa, quella dei grandi Rossi di Langa, tant’è che il disciplinare di produzione prevede a partire dall’annata 2010 il Langhe Nascetta DOC e, per la sottozona, il Langhe Nascetta DOC del Comune di Novello. La Nascetta grazie alle sue caratteristiche, unite al microclima ed alle peculiarità del terreno, è destinata a diventare il grande Bianco di Langa. 

Rivetto è fra i pochi produttori che producono e studiano la Nascetta, fiduciosi nelle potenzialità di questo vitigno dimenticato per anni e ora riscoperto.