Stiamo cambiando

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Ieri sono stato nell’aula Magna per assistere allo speech di Ruggero Mazzilli, agronomo che da anni professa il BIO nei vigneti, tanto da creare i primi 3 bio-distretti nella zona del Chianti Classico. Affluenza di più di cento produttori della zona, che con grande attenzione hanno seguito le parole semplici ed efficaci del relatore. C’era una sensazione di voglia di cambiamento, un silenzio ed un attenzione surreale.

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Durante il suo discorso, mi sono venuti pensieri a raffica, che si accavallavano uno sull’altro, eccone alcuni:

– diserbare chimicamente è maleducazione

– ma che cavolo abbiamo fatto negli ultimi trent’anni?

– La Monsanto e le altri grandi sorelle sono dei grandissimi figli di p….

– sono contento 4 anni fa di aver cambiato il modo di lavorare il vigneto

– Ma allora ci hanno sempre preso per il culo

– mi sto certificando biologico ma sono consapevole non serva a nulla, saremo tutti biologici perché non è la mia vigna che deve essere biologica, ma l’intero territorio

– il futuro è la normalità del bio

– Sogno la prima DOCG italiana interamente bio: il Barolo

– Tutte le Langhe e Roero devono abbandonare erbicidi chimici e trattamenti sistemici

– Non dobbiamo andare contro natura, la natura è troppo più forte di noi

– Siamo ad una svolta

– Vedere produttori ridere a battute sulla trinciatura selvaggia non ha prezzo

– vergogna alla scuola enologica, che ho frequentato per ben 6 anni, che continua a diserbare chimicamente, questo è quello che insegnamo ai giovani studenti?

Dopo l’incontro ho incrociato molti sguradi colpiti, le parole di Ruggero hanno smosso gli animi e sensibilizzato gli agricoltori a seguire più la natura, piuttosto che andarci contro. Non è stato moralista , ma molto concreto: la qualità porta reddito e la qualità si fa rispettando il territorio cioè facendo il bio.

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Il cambiamento è nell’aria, il ritorno alla normalità è già iniziato, adesso tocca a noi produttori affrettare i tempi.