La mia prima volta in Latino America: Sao Paolo

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Me lo disse Michele Chiarlo: “…A San Paolo e in buona parte del Brasile la qualità del cibo è la migliore del mondo…”. Effettivamente aveva ragione, sono di ritorno da una trasferta corta, ma intensa in terra verdeoro e per certi versi sono rimasto stupito dall’ottimo livello del cibo offerto. Le persone che vivono in quel Paese sono forse la cosa più affascinante, molto calorosi, positivi, sorridenti, mai preoccupati. Tra un bicchiere di vino e l’altro, si parla sempre di donne e di futbol, scherzando e a volte litigando. Per amore del proprio team a volte si falsificano le statistiche ufficiali, pur di non ammettere l’inferiorità di una squadra ripsetto all’altra.

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Non scopro di certo io, che il Brasile è una terra dalle potenzialità enormi, soprattutto per il vino; il mercato interno è invaso da vini cileni, argentini, uruguagi per ovvi motivi logistici e di agevolazioni fiscali. L’Italia è vista bene, ma manca la divulgazione informativa. Il Brasile è un mercato isolato sia per la posizione, che per le tasse altissime gravanti sugli alcolici importati dall’Europa, tutto ciò fa lievitare i costi delle bottiglie in maniera vertiginosa.

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Vini che in Italia si troverebbero a 3 eur al supermercato, qua si trovano a non meno di 13-14 eur, parliamo di tasse che arrivano al 60/70%. Bisogna considerare anche le distanze tra una città e l’altra, ci sono giorni e settimane di viaggio, che rendono la logistica molto complicata, se si vuole dare un servizio veloce bisogna investire molto nell’avere molti depositi sparsi per il Paese. D’altra parte però il potenziale di spesa media per bottiglia dei brasiliani è importante, la fascia di benestanti e di ricchi che amano il vino sta crescendo. Il consumatore medio è ancora molto legato all’acquisto del Brand più che del vino in sé o ad una denominazione, per questo credo che il futuro sia proprio lì, nel divulgare una zona, una filosofia ed una educazione, che apra la strada a tutti.

Ho riscontrato che in Langa negli ultimi anni il turismo dei brasiliani è in aumento, importante per far accrescere l’interesse nei nostri vini. Ancora una volta la Toscana è più forte ,ma prevedo che in poco tempo la raggiungeremo.

foto 3 Ho solo girato San Paolo, perciò non ho un’idea di tutto il Brasile, ma la cosa che salta all’occhio è il traffico della metropoli, che sta raggiungendo uno stadio di totale insostenibilità, dal centro all’aeoporto ci s’impiaga 3 ore ed è normale. I ricchi vanno a lavorare in elicottero e se il trend dovesse continuare ci sarà anche, come lo chiamano in portoghese, “transito” nei cieli. Un altro aspetto che fa riflettere sono i ricchissimi e poverissimi che vivono assieme quasi ignorandosi, sembra che i problemi più grossi della città non si vogliano affrontare, ognuno va avanti per la propria strada e ci si arrangia come si può.

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Ma torniamo al vino, i ristoranti mediamente sono di livello alto, ma ai brasiliani non sembrano interessare molto i riconoscimenti delle stelle Michelin che stanno piano piano raggiungendo alcuni ristoranti più importanti.  Il palato medio è allenato con le bombe frutto cariche di colore e di forza dei vini sudamericani, ma i nostri nebbioli con le loro carni brasiliane si abbinano che è una meraviglia. Qui fa caldo, ma si beve vino rosso e carne tutti i giorni.

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Peccato non essere andato sulla costa, peccato non aver vissuto la natura selvaggia, ma tonerò presto per godermi la spensieratezza di questo gigante inconsapevole.