Chi mi ama mi segua, chi non mi ama…

Evoluzione, non reset.

Il mio nuovo inizio mi porta inevitabilmente a cominciare a pensare ad un altro tipo di azienda di Langa, meno monoculturale e più biodiversa. Lo so che togliere una vigna e seminare patate e carote sembra un’assurdità, ma se vediamo l’azienda da un’altra prospettiva estrapolata dal tornaconto economico è più che normale. L’azienda non è solo vigna, ma è anche altro, voglio affiancare ad una realtà prettamente vitivinicola, altre colture che arricchiscano la biodiversità della zona.

Le basi di questo inizio, come tutte le basi, stanno per terra: massima attenzione e rispetto al suolo, alle lavorazioni, perseguendo un’idea di biologico non cartaceo ma reale, integrato con concetti biodinamici, cercando di arrivare ad una viticoltura non categorizzata in nomi o nomignoli, ma facendo del bene alla vigna e a noi stessi.

Altro punto importante è conseguire l’indipendenza aziendale da acqua ed energie. Facile da dire non altrettanto da realizzare, ma questo è l’obiettivo futuro. Il vino Rivetto non deve rappresentare solo l’espressione del vigneto, dell’azienda ma un modo pensare e, perché no di vivere.

La zona in cui vivo è un modello per molte altre zone viticole italiane. Mi auguro anche io un domani di essere preso da esempio da giovani viticoltori: essere presi a esempio riempie di orgoglio ma soprattutto responsabilizza.

Chi mi ama mi segua, chi non mi ama …si fotta!!