Gelata

La primavera 2017 sarà ricordata senz’altro per l’improvvisa ondata di freddo che ha varcato le Alpi dopo la metà di aprile, situazione mai verificata in Piemonte con questa intensità, violenza ed imprevedibilità. A Pasqua le temperature erano d’inizio estate, per precipitare dopo poche ore, arrivando attorno allo zero.

Nella zona di Neive è persino grandinato nel mese di aprile e credo sia stato un record anche questo.

 

Nella collina di Lirano dove mi trovo, i danni sono stati contenuti se non minimi, contiamo un centinaio di viti bruciate dal freddo in tutti i 15 ettari di proprietà. Le problematiche si sono riscontrate maggiormente nei vigneti appena piantati, quindi più sensibili e deboli, nelle zone con più presenza di erba e tendenzialmente in posizioni più basse.

 

 

La nostra fortuna è stata l’altezza, attorno i 400 metri i casi di umidità e brinate sono contenute, anche se in alcune zone il vento freddo ha colpito aree considerate adattissime per la coltivazione della vite da secoli.

 

Ci siamo preoccupati parecchio, soprattutto perché eventi atmosferici di questo tipo ad aprile non si sono mai verificati e non eravamo preparati nel difenderci. L’aspetto positivo di queste temperature fresche è che malattie come peronospora, non hanno motivo di svilupparsi, in quanto le spore iniziano ad attivarsi a temperature più alte. In questo modo meno trattamenti e meno passaggi nei filari.

 

Tutto sommato siamo stati fortunati e il pensiero va a quegli agricoltori che hanno avuto interi ettari distrutti, lavorare la terra è difficile, a volte imprevedibile ed i prezzi di coloro che lavoro seriamente a volte non sono mai troppo alti.