Voglia di vigna

Nuovo impianto di BarberaSono di ritorno dal World Wine Meeting di Chicago e come avete avuto l’abitudine di vedere nei post scorsi, la voglia di precipitarmi nei vigneti è sempre grande. E’ un abitudine, ma anche la necessità di avere il contatto con la “mia natura”. Le mie passioni sono sempre state piu’ legata alla cantina che alla vigna, ma al ritorno  dei miei viaggi in giro per il mondo, mi sento attratto dalle mie vigne, come se mi volessero vedere ed avessero bisogno della mia presenza. Il sole è caldo, ma non mi fa sudare, c’è un po’ di vento che mi regala una splendida giornata, quasi come darmi il benvenuto a casa.  La prima cosa che mi viene in mente è di fare un salto nel nuovo vigneto di barbera, sito a Sinio con esposizione ovest, proprio di fronte al castello di Serralunga dAlba. E’ stato piantato 2 settimane dopo il nebbiolo della Briccolina ed ero curioso di vedere la qualità dell’ attecchimento. Dalla foto si può notare che la barbatelle stanno reagendo bene. Il clima non è caldissimo e le nostre terre argillose trattengono molta acqua che aiuta lo sviluppo delle baby piante.

L’ anno precedente all’ impianto, bisogna decidere alcuni importanti dettagli, come per esempio il tipo di portainnesto da utilizzare. La pianta infatti è formata da due parti: la parte radicante americana chiamata portainnesto e la parte che sta fuori dalla terra, che prende il nome di nesto e determina la varietà. Le due parti vengono sapientemente innestate in vivaio; la cera verde che vedete in foto, protegge il taglio dell’innesto. Abbiamo scelto un portainnesto poco vigoroso, resistente al calcare che induce un ottimo equilibrio vegeto-produttivo: il 420 A. La negatività è che può dare problemi di attecchimento. Mi sembra che per ora non mi debba preoccupare, anche se in agricoltura non ci sono mai certezze.