All'Europa piacciono i solfiti

Con dispiacere ho letto sulla rivista Vigne Vini che si allungano i tempi del regolamento UE sul vino BIO che avrebbe dovuto abbassare il limite di solforosa del vino. Una maggioranza di Paesi, Nord Europa, Francia compresa, più Portogallo ha respinto la proposta di Bruxelles sulla presenza di solfiti pari a 100 mg-l per i rossi e 150 per bianchi e rosè. La maggioranza si starebbe allineando su un compromesso per alzare il limite fino a 120 mg/l per i rossi e 170 per bianchi e rosè, livelli poco inferiori a quelli oggi consentiti per i vini convenzionali: 150 e 200.

I miei vini, come quelli di molti i vitivinicultori che lavorano per produrre qualità, contengono una quantità di solfiti molto inferiori rispetto ai limiti di legge, siamo lattorno ai 50 mg/l per i rossi. Credo che la teconlogia e la volontà possano portare anche le grandi aziende a mettere in commercio vini con basso contenuto di solfiti. Fontanafredda è un azienda di grandi dimensioni che si è dimostrata sensibile al problema, solo grazie a queste aziende che hanno grandi capacità fininziarie le sperimentazioni e la ricerca può andare avanti, arrivando a solforosa zero per tutti senza controindicazioni.

Non mi piace il nome di vino bio, credo infatti, che le parole biologico, ecologico, organico siano ampiamente abusate e siano spesso utilizzate per marketing politico. Fatemi sapere se a parità di prezzo, comprereste più volentieri un vino a basso contenuto di so2 oppure se siete tendenzialmente indifferenti.

  • achille villani

    E’ indubbio che i vini da preferire siano quelli a basso contenuto di Solfiti. C’è un distinguo da fare, tra i vini a zero SO2 e i vini con una ridotta SO”2. I primi rischiano di avere un’ossidazione esagerata, che non è sempre piacevole. Il Bio, Biodinamico e Naturale, non vorrei che fosse una moda devastante molto radical chic, che porterà un gruppo di idioti perfettamene incapaci di giudicare un vino ad estasiarsi di fronte ad un vino puzzolente che dovrebbe essere decantato 2 giorni prima di essere bevuto. Non seguiamo troppo le mode, ci vuole un giusto equilibrio in tutte le cose. Cominciamo a dire pane al pane e vino al vino, senza fingere di capire vini assurdi che certi degustatori delle varie guide hanno segnalato come vini imperdibili .
    Di vino imperdibile c’è n’è uno solo, quello di cui non ne rimane una goccia nella bottiglia.
    acome ha detto un saggio, se un vino non ti piace non è che non ci capisci nulla, è proprio che non ti piace.

  • Sono d’accordo con te e soprattutto con ciò che dice il saggio…