Racconto di Luglio – Intorno allo stagno

Sergio Rivetto racconta le sue estati da bambino.

Quando avevo otto – dieci anni era consuetudine della nostra famiglia passare le estati alla cascina: da Alba ci trasferivamo nella vecchia casa padronale dei Conti Vassallo alla Tenuta Loirano, sulla cima della collina.

La "tampa" oggi...

Svegliarsi con il Castello di Serralunga d’Alba davanti era inebriante. Quando la mia giornata cominciava, con la colazione, i mezzadri avevano già vissuto un terzo della loro e rientravano anch’essi per la colazione. Alle nove del mattino la tavola era imbandita di salumi, tome, pollo alla cacciatora e tutti bevevano il “vinot” o “piqueta” nel pintone da due litri. E mangiavano il pane che ci facevamo nel forno con la nostra farina. Avevamo il grano, il mais, frumento, trifoglio, erba. E 40 vitelli di razza “Fassone” da mantenere.

Il mio compito, a sera, era quello di aprire la stalla e farli abbeverare nella “tampa”, il nostro stagno dove si raccoglieva l’acqua piovana, facendo attenzione a non essere travolto. Nel pomeriggio giocavo con i figli dei lavoranti…a palla pugno soprattutto. Puntualmente la palla finiva nello “tampa” e ci catapultavamo a recuperarla, aizzando l’ira delle madri preoccupate. Allora cambiavamo gioco e ci rimetteva sempre qualche mal capita