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Dopo 5 anni di attesa, è finalmente pronto il Barolo Leon Riserva 2006

Il lavoro di oggi è incassettare uno dei vini più importanti della nostra gamma: il Barolo Leon Riserva 2006. 3 anni di botte di rovere e 2 anni di bottiglia, rendono onore alla superlativa annata 2006. Un vino concepito per affrontare lunghi invecchiamenti, un prodotto che esalta le caratteristiche del nobile nebbiolo.

Il Barolo Leon Riserva viene confezionato in cassette di legno da 6 bottiglie coricate, dove ogni singola bottiglia è avvolta in una carta velina con il logo aziendale.

Oggi è il mio compleanno e bevo Barolo Leon Riserva, quale vino migliore per festeggiare i miei 34 anni in questo gelido Gennaio? Da oggi questo vino è ufficialmente sul mercato, potrete così assaporarlo anche voi. Assaggiatelo e fatemi sapere che ne pensate.

Un mare di nebbia a Serralunga d’Alba

Eccovi una serie di foto scattate alle 16.30 del pomeriggio; Il castello di Serralunga d’Alba svetta nel mare di nebbia e freddo che sta colpendo le nostre Langhe. Oggi nella collina di Lirano non si è andati sopra i -3 °C. Godetevi queste immagini uniche!

Inverno senza neve

Residui di potatura e brinata mattutina

Le immagini parlano da sè: niente neve sulle colline di Langa! Le previsioni del tempo per il mese di Gennaio, continuano a garantire alta pressione sul Piemonte, quindi non ci saranno precipitazioni nevose almeno fino a febbraio e il sole regnerà sovrano. Le temperature notturne si attestano a pochi gradi sotto lo zero, mentre quelle diurne sono di circa 7-8° sopra lo zero. L’escursione termica tra le vallate e la collina sono enormi, pensate che stamattina il termometro della mia auto, ha registrato una differenza di 8 gradi tra il fondo valle e il bricco.

Aspetto negativo è che una nevicata gioverebbe al terreno e alle radici, aspetto positivo è che possiamo procedere più agevolmente nei lavori di campagna.

Devo ammettere che le Langhe sono davvero magiche, anche in un inverno senza neve come questo, c’è sempre un aspetto o dettaglio, che le rende sorprendentemente affascinanti.

Inizio 2012 all’insegna del Barolo Serralunga 06 -16°nellaTop 100 di WS

Abbiamo bisogno di buoni esempi – Buon 2012 a tutti!

Sfogliando La Stampa del 20 dicembre 2011, m’imbatto in un articolo stranamente ottimista, che compensa parzialmente il momento negativo che l’Italia sta affrontando. Protagonosti sono i numeri di alcuni distretti produttivi italiani riferiti al secondo trimestre 2011, che hanno persino superato la Germania sotto la voce export. Si parla del settore metalmeccanico del bresciano e veronese, gli imballaggi del bolognese, meccanico strumentale del vicentino, si elogia il polo fiorentino della pelle e calzaturiero dell’aretino, la maglieria di carpi, pentole e rubinetteria della lumezzane, gli orafi di Valenza ed infine la moda in generale.

Al primo posto del distretto agroalimentare, primeggiano i vini delle Langhe-Roero-Monferrato, il polo dolciario di Alba ed il vino veronese. Credo sia un grandissimo risultato, sono orgoglioso che sia stata premiata la nostra magnifica terra, dando merito alle nostre piccole-medie imprese familiari.

Lo studio di ricerche di Banca Intesa, incaricata di questo calcolo statistico, sostiene che queste zone sorpasseranno indenni le difficoltà del 2012, esorta però  a continuare ad investire nei B.R.I.C. . Non fraintendete amici lettori piemontesi, non i bric di Langa, che nel nostro dialetto significa la parte alta di una collina, ma  bensì l’unione delle iniziali dei seguenti Paesi:Brasile,Russia,India,Cina, :)

Io credo che il futuro, cioè i giovani, abbiano bisogno di fiducia e questa fiducia è garantita da valori che spesso e volentieri sono dimenticati, uno tra questi è il buon esempio. Le zone italiane sopra menzionate lo stanno dimostrando, realtà di medio piccole dimensioni che con costanza ed umiltà tengono in piedi il nostro Paese e lo stanno, faticosamente, rilanciando. Basta con i buoni a nulla, i furbi che la fanno sempre franca, questi non devono più essere i protagonisti del futuro.

Auguro quindi un 2012 di buon senso, ricco di persone coraggiose portatrici di buoni esempi da imitare.

Decidere

Mi è venuto in mente di parlare di decisioni perché nel 2012, a causa del collasso finanziario mondiale, si faranno scelte economiche, che condizioneranno  il modo di vivere del futuro prossimo, .

Noi in viticoltura, abbiamo la possibilità di determinare il futuro delle nostre piante, scegliere come allevarle, come educarle e rispettarle, assumendo a volte atteggiamenti duri, ma risolutori. Il buon senso non deve essere per forza diplomatico ed accondiscendente verso tutti, soprattutto quando il danno è  fatto. Paragono la crisi attuale ad una forte grandinata, che oltre a distruggere il raccolto dell’anno, si ripercuote con ferite, anche negli anni successivi, perciò si deve intervenire subito, con correzioni drastiche per poter garantire il futuro.

Decidere è responsabile, decidere a volte è antipatico, ma è una necessità. C’è chi cerca di sottrarsi, oppure a rimandarle, ma prima o poi si è costretti ad affrontarle. Da quando sono entrato ufficialmente nel mondo del lavoro mi sono trovato spesso davanti a decisioni da prendere, alcune volte sono stato costretto a scegliere drasticamente, altre volte la forza di volontà ha giocato un ruolo importante per risolvere alcune intricate situazioni. Molte notti ho trascorso insonni, sicuramente non aiutate dal mio carattere nervoso e apprensivo, ma sempre, dopo una decisione, provo un senso di soddisfazione e liberazione. Poco dopo però, quasi come una droga, ricerco un’altra situazione da risolvere, da affrontare e da superare. Decidere significa anche sbagliare ed è la parte che più difficilmente accetto, ma dalla quale obiettivamente, s’ impara di più. A volte succede che certe scelte vengano fatte per intuizione o sesto senso, senza basi razionali, ma semplicemente perché suonano meglio alle nostre orecchie, ho notato che spesso e volentieri sono quelle più azzecate.

Molte altre decisioni attenderanno di essere prese in questo 2012 dall’azienda Rivetto, molti progetti attendono di essere ultimati e mi auguro di poter contribuire, assieme alla mia famiglia, a scelte intelligenti, rispettose, proiettate ad un futuro più coraggioso.

La RIVETTO vi augura un Buon Natale ed un Felice 2012

Dietro una bottiglia di vino c’è molto lavoro, fatica e passione, ma soprattutto c’è la dedizione di uomini e donne che credono in un progetto. Sono proprio queste persone che da anni lavorano giornalmente nell’azienda Rivetto, che ci permettono di produrre vino di alto livello. In questo video il cosmopolita staff Rivetto, vi augura un Felice Natale ed un prosperoso 2012!

 

La nascetta: un vino da aragosta…

Così inizia il suo intervento la simpaticissima ottantennte ampelografa Enza Cavallero, in occasione di un convegno sul vitigno nascetta, svolto nel comune di Novello sabato scorso. Non parla moltissimo della nascetta come vitigno, perché cenni storici al riguardo ce ne sono davvero pochi, ma suggerisce ai produttori come gestire questo raro vitigno piemontese. Secondo la scrittrice torinese la nascetta bisogna vinificarla sempre in purezza, non esagerare nella quantità di produzione, pubblicizzarne l’unicità e la raffinatezza organolettica, trovare abbinamenti sfiziosi come aragosta o gamberoni e soprattutto mantenere un prezzo di vendita abbastanza alto per valorizzarne la rarità.

Il convegno continua e si fa più tecnico quando prende la parola l’enologo Sergio Molino, che in questo momento vanta la più grande esperienza recente di vinificazione e studio di questo sconosciuto vitigno. La nascetta lo stuzzica, per il potenziale evolutivo e  perché potrebbe diventare il grande bianco del Piemonte. Il giovane talentuoso enologo racconta, che per scoprire al meglio questo vitigno, ha avuto bisogno di produttori che con lui accettassero la sfida,  perciò cercò di convincere alcune aziende di Langa a coltivare nascetta, la famiglia Rivetto si trovò in prima linea per abbracciare questo nuovo progetto.

Non sto a dilungarmi su tutte le tecniche di vinificazione, che Sergio consiglia per rispettare al meglio quest’uva così delicata, ma vorrei soffermarmi sull’ aspetto che fa comprendere come questo vitigno abbia un grande potenziale d’invecchiamento. Nel primo anno e mezzo dall’imbottigliamento, i profumi di questo vino sono spiccatamente aromatici, ricchi di linalolo, composto terpenico caratteristico del moscato. Dopo il secondo anno, il linalolo scompare, lasciando spazio ai norisoprenoidi, sostanze che, dapprima sono inodori, dopo qualche anno invece, sviluppano complessi profumi; proprio quei profumi, che nei cenni storici del Fantini del 1860, venivano paragonati ai grandi riesling della valle del Reno.

Sono d’accordo totalmente con Sergio nel dire che questo è un bianco da invecchiamento e non dobbiamo trattarlo come vino da pronta beva. Molti produttori di nascetta erano presenti, forse quasi tutti (poco più di una decina), vorrei esortarli ad avere coraggio, provando a vendere la nascetta dopo qualche anno d’invecchiamento e a cogliere, tutti assieme, l’opportunità che questo vitigno ci sta offrendo, per farlo diventare il grande bianco del Piemonte.

Tornando al discorso abbinamenti, volevo portrvi una mia esperienza: ammetto di non essere un amante delle ostriche, ma il manager di un rinomato ristorante di Philadelphia, mi ha fatto provare il Langhe Nascetta Matiré Rivetto con ostriche dell’Atlantico, mamma mia che spettacolo!

Dimenticavo…voi che avete già avuto la possibilità di assaggiare la nascetta, con che piatto sfizioso lo abbinereste?

 

 

A Lirano si pota

Le temperature si sono finalmente abbassate, la vite ha perso quasi tutte le foglie, ciò significa che la pianta lentamente si dirige verso un periodo di riposo. Questo è il momento ideale per iniziare la potatura, proprio quando i tagli delle forbici faranno meno male e sarann meno traumatici. Dall’interpretazione che le mani sapienti di Dragi, il nostro potatore ufficiale, sapranno dare ad ogni singola pianta, determineranno i benefici di buona produzione per gli anni che verranno a seguire.

Nel video l’agronomo bio Ruggero Mazzilli, spiega come si deve potare nel rispetto della pianta e della qualità del frutto che verrà. Cominciate ad abituarvi a questo determinato signore barbuto e sanguigno, perché lo rivedremo in altri video, la conversione dei nostri 20 ha in viticoltura bio è appena cominciata!

English sommelliers report

Il buon lavoro non si traduce solamente nelle vendite, ma anche nel riconoscimento ed apprezzamento di ciò che si sta facendo. Mi hanno sempre insegnato che si lavora non solo per il puro guadagno, ma anche per la soddisfazione, rispettando il concetto antico di lavoro ben fatto. Nello stesso tempo però, sono consapevole che tutto ciò non basta per pagare i mutui alle banche…

Vi allego lo splendido report di Gareth Maxwell, per gli amici Gingerino, componente della spedizione di sommelliers anglosassoni della catena Exclusive Hotels, organizzata dall’importatore Ellis of Richmond, in visita presso le nostre cantine qualche settimana fa :

Rivetto Visit November 2011

It was a very early meeting time of 5.30am at Gatwick that saw most of us a little bleary eyed but all very keen to get underway. No-one in the group had visited the Piedmont region with a few people not having visited Italy before either. After being herded onto the Easyjet flight it was a short hop over to Milan followed by a 2 hour transfer to the Barolo region.  The first hour of the transfer has little scenery and is flat and dull but this then gives way to the rolling hills of the Piedmont region.

The mist and fog that the region is well known for was present, despite my telling James that we were in for sunshine all day but this accentuated the tops of the hills that peaked through. The colours caught everyone’s attention as the autumn was in full swing with some of the most vivid leaf colours that I have ever seen.

Rivetto

Rivetto have over 20Ha of planted vineyard with a good portion being in the acclaimed ‘Serralunga’ part of Barolo. The family has been making wine in some form since 1902 and is still family owned and operated, sound familiar?

Lunch was first on the list and was lovingly prepared by Enrico’s mother even with her arm in a sling, true Italian dedication!

This was a chance to taste the non-Barolo wines that Rivetto offer starting with the:

Nascetta 2010- this can now be varietal labelled instead of the previous Langhe di Bianco. The wine has improved dramatically since the 2009 vintage showing more pungency on the nose, more floral notes and a lovely texture.  There is an increased vine age, more skin contact and lees stirring when compared to the previous vintage. The acidity is pleasantly high though Enrico feels it lacks mid palate. We also tried the Nascetta 2011 Tank Sample which has had over 8 hours skin contact and is almost Viognier in aroma. Enrico wants to make a wine that can age though I personally don’t see the need. They have planted more vineyards having removed some Dolcetto to make room; if they can get the price down on this in future then it could be an even better wine to have in the portfolio. There are around 25 producers making this now with more plantings planned.

We tasted the Langhe de Nebbiolo 2009 that we stock and it still delivers plenty for the money though this looks like it will become more expensive over time. The new vintage of the Barbera d’Alba 2009 Zio Nando is excellent with lots of dense fruits, black plums and wonderful acidity, a great food wine that probably has better oak balance when compared to 2007 vintage. This is dangerously easy to drink…. The Barbera d’Alba Lirano Soprano 2007 is MUCH BETTER than this time last year with the oak now well integrated and the wine having developed some more savoury character and moved away from being a blockbuster fruit bomb. We didn’t actually taste the dolcetto during the whole visit and forgot to ask!

A tour of the vineyards enabled us to understand the Marl/Clay soils which soak up a lot of rainwater and cause havoc on the generally steep vineyards with landslides a common occurrence in the region. Enrico also explained that he is planting barley in between some rows as their roots penetrate deep into the soils and take oxygen down with them. The marl soils are made up of layer upon layer of clay that becomes very hard but the roots penetrate deep into them and take on board the minerality that is present in the wines. Without being corny, Enrico is looking into more natural methods for working in the vineyard to try and represent the terroir more as the area suffered over the years with excess herbicides/pesticides/fertilizers being used.

A trip into the Winery enabled us to taste plenty of barrel samples of Barolo 2011, 2010, 2009 which was fascinating to see the development of the wines in barrel.  2011 was just tannins and greenness as it was very young though this wasn’t a great year anyway. 2010 was much more approachable, still tannic but richer in fruit and is set to be a very good year for Barolo. 2009 was a little hotter during the vintage which may make it a little more approachable at a younger age so perhaps good for continuity after 2007 is finished.

Dinner was also in the winery and was fantastic with local dishes served up with a good selection of wines from the day with the addition of a Barbaresco 2009 which had a very fragrant nose and much silkier, smoother palate expressing the more feminine style of that region. This was a lovely wine that we don’t currently ship and it will still come into us at quite a high price due to the grapes being bought in so who knows if we will stock it? A great wine on the night was the Barolo Serralunga 2007 that we do stock, though it wasn’t a great year for Barolo, it makes a wine that is much more accessible and smoother than the 2006 so bear that in mind for sales as we stock both vintages and the 2007 is cheaper.

The Highlight of the trip was the Vertical Tasting of Barolo’s the next day; 10am is quite early to do this especially after the previous nights Barbera adventures….. We were lucky enough to taste the following:

1964 Barolo Riserva

1982 Barolo Riserva

1990 Barolo Riserva

2001 Barolo Serralunga

2004 Barolo Riserva

2006 Barolo Serralunga (There is a Riserva currently in production)


Enrico’s father was present to talk us through the ’64, ’82 and ’90 vintages which was translated by Enrico. When I first nosed the 1964 I thought that it was slightly oxidised and ‘over the hill’, how wrong I was. The wine opened up in the glass after a while to show deep mushroom flavours, nuts, caramel and a silky, smooth palate. This wine ended up being the winner of the tasting for many.

The 1982 was lacking on the day and tasted a little stalky and vegetal and did not show very well. The 1990 on the other hand was the favourite of many with a very precise, traditional Barolo style and being in its prime.

The 2001 is when you can see the first influence of Enrico and his brother. There is a little sweeter oak on the nose from some barrique ageing but a large part of the difference actually comes from the retention of fruit in the cellar due to a cooling system being introduced (I assume this could be the case worldwide).  This was a fantastic wine showing a little development with the tannins starting to integrate but still plenty of fruits remaining.

The 2004 Riserva is still very tight and needs lots more time in order to open up but there is still a very dense fruit behind the very structured wine, a theme that runs through all of Enrico’s wine.

Key Points

 

  • Family owned and operated since 1902
  • Missed out on boom time for Barolo due to a family split
  • Enrico studied viticulture at Alba University
  • Working towards more sustainable viticulture
  • Relatively small producer
  • Nascetta is improving
  • ’07 Serralunga is softer and more approachable than ‘06
  • Langhe di Nebbiolo could increase in price
  • Barbera Zio Nando has a good proportion of grapes from 60 year old vines
  • Nascetta is Vegan, all others are not
  • Barbera Lirano Soprano spends 24 months in new oak barriques
  • All hand harvested
  • Triple selection in Vineyard, 3 different picking stages for Nebbiolo
  • ALL TECHNICAL DETAILS ARE AVAILABLE ON www.rivetto.it

Enrico Rivetto: What a snow in #serralunga d'alba! http://t.co/TiUiF7fU 31 01 2012

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